L'Associazione Culturale Educarte nasce nel 2004 come naturale proseguimento di realtà precedenti, il cui fine è sempre stato la divulgazione del "verbo" teatrale, attraverso la realizzazione di corsi, seminari e spettacoli indirizzati ad un pubblico variegato per età ed interessi e sempre priivilegiando il valore educativo. L'attività viene svolta con l'ausilio di professionisti del settore ed insegnanti formati internamente; fin dall'inizio opera presso il Teatro Sociale di Busto Arsizio.
Le Giornate Pirandelliane, organizzate da Educarte in collaborazione con il Centro Nazionale di Studi Pirandelliani di Agrigento, sono ormai un tradizionale appuntamento della stagione teatrale del Teatro Sociale Cajelli e della vita culturale di Busto Arsizio.
Le giornate pirandelliane non possono non partire dall’eredità artistica che Delia Cajelli ci ha lasciato. Il suo teatro è visceralmente legato alle parole del grande drammaturgo. Delia ha avuto il coraggio di metterlo in scena più e più volte con una curiosità non solo registica ma -verrebbe da dire- antropologica. Il suo testo di riferimento è stato proprio il “Questa sera” tanto da farlo diventare in qualche modo anche il suo manifesto culturale.
La partecipazione alle Giornate Pirandelliane è gratuita per tutti.
Nuova produzione di Educarte con la regia di Paolo Scheriani
Spettacolo in anteprima in occasione delle Giornate Pirandelliane 2018
Lunedì 26 marzo 2018, matinée
Martedì 27 marzo 2018, matinée
Le giornate pirandelliane non possono non partire dall’eredità artistica che Delia Cajelli ci ha lasciato. Il suo teatro è visceralmente legato alle parole del grande drammaturgo. Delia ha avuto il coraggio di metterlo in scena più e più volte con una curiosità non solo registica ma -verrebbe da dire- antropologica. Il suo testo di riferimento è stato proprio il “Questa sera” tanto da farlo diventare in qualche modo anche il suo manifesto culturale.
È per questo che abbiamo deciso di fare nostro questo testo così pregno di umanità tanto da affrontare una prima fase di studio nell’edizione passata delle Giornate Pirandelliane. Per l’edizione 2018 ci vogliamo spingere oltre e passare a una seconda fase di lavoro che più si avvicina a una messa in scena del testo, stimolati dallo stesso Andrea Bisicchia che ci ha invitato a continuare il nostro lavoro di ricerca per un possibile allestimento.
Allora eccoci di nuovo a “mettere in scena il teatro”.
In questa opera pirandelliana il punto non è solo “il teatro nel teatro” ma il teatro oltre il teatro, il teatro oltre la vita stessa.
“Questa sera si recita a soggetto” è fonte inesauribile di riflessioni e approfondimento, non solo per chi vive di tutto ciò ma anche per chi più o meno inconsapevolmente ci si trova “invischiato”, che ci si chiami regista o spettatore.
È difficile dire se prevarranno i profumi o i miasmi del teatro e della vita. Vero è che non ci potremo esimere dall’affrontare le potenti contraddizioni su cui si basa quest’arte.
Ci troveremo, nostro malgrado, a fare il gioco che Pirandello ha così sapientemente tessuto. Penseremo a un certo punto di aver scovato qualcosa di nuovo tra le pieghe morali dei personaggi che vestiremo e ci accorgeremo poco più in là che Pirandello lo aveva già contemplato rimanendo sempre un passo avanti a noi come a dirci che forse è sufficiente seguire la strada da lui segnata.
In questa seconda fase di lavoro cercheremo di affrontare una narrazione più lineare e daremo spazio anche ai personaggi per così dire “secondari” ma che hanno un loro peso nell’equilibrio delicato della storia.
Il lavoro che faremo è quello di restituire un allestimento più vicino all’idea tradizionale che si ha di quest’opera seppur rivoluzionaria. In realtà sarà solo e comunque un altro tassello del puzzle infinito che ci ha lasciato l’autore.

PREMIO DELIA CAJELLI

Conoscere, partendo dalla sua parola, quella di Pirandello, appunto: il testo è suo e non poteva essere altrimenti.
“Questa sera si recita a soggetto”: una inesplorata miniera teatrale, a portata di mano: c’è voluto solo amore e voglia di indagare. Un viaggio affascinante nella galleria del testo, nei suoi meandri. Qualcuno ha collocato qualche freccia rassicurante la quale ha  confermato: “aveva visto giusto, c’era anche questo!” La scoperta alla fine del viaggio: tutte le allettanti metodologie del teatro moderno, erano già lì, bastava evidenziarle.
Uno spettatore osservando il nostro lavoro ci ha fatto un gran complimento: “Perché così fedeli a Pirandello?” ci ha domandato, perché è bastato seguirlo per evocarne la contemporaneità.
I laceranti rapporti tesi fino allo scontro di Hinkfuss e dei suoi attori è la base indispensabile per costruire e demolire nel campo del teatro, per tornare a zero e ricominciare il faticoso cammino, ieri come oggi.
Abbiamo evidenziato ancora lo straniamento, la regia di gruppo, il coinvolgimento, le azioni simultanee in platea, le abbiamo evidenziate, ma erano già lì tutte. E poi è stato facile.
C’è stato il recupero di un personaggio minore, la chanteuse del Cabaret e la sua dolorosa umanità e poi il suo fondersi con
Mommina, la figlia maggiore della vittima Sampognetta: “Ha la stessa voce della mia figlia maggiore, tale e quale”, e allora abbiamo affidato ad un’unica attrice i due ruoli, poiché secondo noi il sentimento d’amore che lega a questa “donna perduta” è quello di un padre per una figlia che “sa cantare” e forse domani potrebbe essere là attaccata a quella striscia rossa del Cabaret, a piangere e cantare, a piangere perché canta la canzone della sua vita che noi, partendo dalla scena scritta e rifiutata, abbiamo concepito. Ne è nato uno spettacolo che mostra che cosa è il vero teatro perché tutto quanto accade “è realisticamente smontato e rimontato dinanzi agli occhi dello spettatore per capirne la sua attenta e lucida partecipazione e mai un passivo ed emotivo rapporto”. E tutto è vitale: il contorcimento mediterraneo della signora Ignazia, la gelosia folle di
Rico Verri, la giovinezza prorompente delle figlie e degli spensierati ufficiali.

Quelle qui riprodotte sono le note di regia originali scritte da Delia Cajelli (1946-2015) per “Questa sera si recita a soggetto”, il memorabile spettacolo con il quale, a capo della sua compagnia degli Atecnici, è iniziato nel 1982 il suo straordinario percorso più che trentennale attraverso il teatro dell’amatissimo Luigi Pirandello.

Con quello spettacolo e non a caso, per Delia è iniziata anche l’altra grande storia d’amore della sua vita, quella con
il Teatro Sociale di Busto Arsizio: allora solo un teatro abbandonato e degradato a cinema, dopo di lei il più importante protagonista culturale di una città che, giustamente, a lei lo ha dedicato.Educarte, l’associazione fondata da Delia Cajelli per diffondere tra i giovani l’amore per il teatro, propone, in occasione delle Giornate Pirandelliane 2018 di Busto Arsizio, la seconda edizione di un concorso nazionale aperto alla partecipazione di gruppi di studenti delle scuole medie superiori italiane.
Nell’assoluta convinzione che l’esperienza teatrale debba far parte integrante del percorso formativo dei giovani, l’associazione indica come oggetto del concorso la messa in scena di uno tra gli atti unici di Luigi Pirandello: “La morsa”; “Lumie di Sicilia”; “Il dovere del medico”; “La patente”; “L’imbecille”; “L’uomo dal fiore in bocca”; “L’altro figlio”; “Sagra del signore della nave”; “La giara”; “Bellavita”; “Cecè”; “All’uscita”; “Sogno ma forse no”.

Le compagnie partecipanti (i gruppi di studenti, con almeno un insegnante di riferimento) dovranno iscriversi al
concorso e contestualmente caricare un video, della durata di circa cinque minuti con una sintesi della messa in scena
proposta, entro il 31 gennaio 2018, sul sito del Premio: www.teatrosociale.it

Una giuria, composta da rappresentanti dell’associazione Educarte e del Centro Nazionale di Studi Pirandelliani di Agrigento, entro il 15 febbraio 2018 individuerà la compagnia vincitrice che sarà invitata a mettere in scena l’atto unico sul palcoscenico del Teatro Sociale Cajelli, nell’ambito delle Giornate Pirandelliane programmate dal 25 al 27 marzo 2018. Alla compagnia vincitrice sarà anche riconosciuta una somma di 1.000 EUR.

PIRANDELLO 2.0

Possono partecipare al concorso giovani compagnie che operano sul territorio nazionale, non riconosciute dal MiBAC e in possesso di agibilità Enpals, in cui almeno l’80% dei componenti, e in ogni caso il 100% del nucleo artistico, sia di età inferiore o uguale ai 35 anni; per nucleo artistico si intende il gruppo formato da coloro che hanno la responsabilità artistica dell’intero progetto (es. regista, drammaturgo, gruppo di lavoro nel caso di creazioni collettive).

I partecipanti dovranno presentare spettacoli o performance che utilizzino i linguaggi del teatro nelle sue svariate modalità e forme. Non sono ammessi gli spettacoli di sola danza. Ogni gruppo può presentare un solo spettacolo. Lo spettacolo non deve essere già stato premiato in altri concorsi.

Il concorso prevede una prima fase con l’invio da parte delle compagnie partecipanti del progetto che intendono sottoporre: un atto unico di Pirandello o uno studio su un’opera scelta tra il vasto repertorio pirandelliano (in entrambi i casi la messa in
scena non deve essere inferiore ai 25 minuti e non superare i 45).

Dovranno produrre il seguente materiale:
1) biografia della compagnia
2) sinossi artistica del progetto proposto
3) esigenze tecniche del progetto proposto
4) indicazione di un referente della compagnia che segue il progetto specificando nome cognome, telefono, email
5) link che rimandi a un video del progetto o in versione definitiva o in fase di studio
6) autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini previsti dalla legge per le pratiche di iscrizione al concorso.

Il materiale dovrà essere caricato, entro e non oltre il 31 gennaio 2018, sul sito del Premio: www.teatrosociale.it

La selezione dei progetti inviati è affidata al giudizio insindacabile della Giuria, composta da rappresentanti dell’associazione Educarte, del Centro Nazionale di Studi Pirandelliani di Agrigento e da registi, drammaturghi e attori scelti dalla
Giuria stessa.
Da questa prima selezione verranno individuate le tre compagnie finaliste che verranno invitate a rappresentare il loro lavoro sul palcoscenico del Teatro Sociale Cajelli, nell’ambito delle Giornate Pirandelliane programmate dal 25 al 27 marzo 2018, di fronte alla Giuria e al pubblico in sala.
A fine serata verrà decretata la compagnia vincitrice, sia da parte della Giuria di esperti, sia da parte della Giuria popolare formata da tutti gli spettatori.
Tutte le compagnie selezionate dal concorso saranno invitate a partecipare ai lavori organizzati da Educarte in occasione delle Giornate Pirandelliane. L’obiettivo è duplice: da un lato affiancare le giovani compagnie e condividere con loro le
esperienze maturate a fronte di un lavoro sulla materia Pirandello; dall’altro condividere stimoli artistici per favorire lo sviluppo e la crescita delle singole realtà coinvolte.
Premi:
alla compagnia vincitrice, targa Educarte e una somma di 1.000 EUR; alle compagnie seconda e terza classificate, targa Educarte e una somma di 250 EUR (a titolo di rimborso spese).
Sono inoltre previste le seguenti menzioni:
miglior spettacolo giuria popolare;
miglior regia;
miglior attore protagonista;
miglior attrice protagonista.
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