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“La traviata”
di giuseppe verdi

Domenica 12 dicembre 2021, ore 16:00

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DATA E ORA DELL’EVENTO

Domenica 12 dicembre 2021, ore 16:00

PREZZO

Platea, primo settore: € 40,00 + prevendita
Platea
secondo settore: € 30,00 + prevendita
Galleria: € 25,00 + prevendita

PREZZO RIDOTTO
Under 26 – Over 65

Platea, primo settore: € 24,00 + prevendita
Platea
secondo settore: € 18,00 + prevendita
Galleria: € 15,00 + prevendita

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Martedì 7 Dicembre sconto del 40% sul prezzo del biglietto per “La traviata”

BACKSTAGE “La traviata” del 26 settembre 2021

INFORMAZIONI SULL’EVENTO

Opera in tre atti di Giuseppe Verdi

Nuova produzione allestita in occasione del centotrentesimo anniversario del Teatro

 

Direttore artistico e musicale: Marco Beretta

Regia: Alberto Oliva

Coro e Orchestra dell’Opera di Busseto con 15Orchestra Sinfonica

In collaborazione con ADADS

 

La scena si apre con l’immagine di Violetta Valéry collocata su un piedistallo, come una statua, un’opera d’arte immacolata oniricamente simile alla dea Ebe scolpita dal Canova, a cui la stessa protagonista si paragona.

«Violetta Valéry, una vita per l’arte, diventa arte attraverso la sua vita.»

La malattia di Violetta, che nella tradizione viene considerata tisi, ma che più probabilmente dovrebbe essere sifilide, viste le frequentazioni della donna e il fastidio che pare avesse Verdi verso i colpi di tosse delle interpreti (che non sono scritti nella partitura), diventa nell’opera una metafora del decadimento di una creatura eterea, non umana, nel momento dell’incontro con la realtà in tutta la sua brutalità.

La regia punta a scolpire e delineare una Violetta lontanissima dal tempo della storia, in cui vivono gli altri personaggi, immacolata e distante, cristallizzata in una sé stessa che diviene opera d’arte, mentre tutti la fotografano e cercano di avvicinarla con ammirazione e curiosità.

Violetta diventa paradigma dell’arte nel nostro mondo contemporaneo, costretta a ribadire il proprio ruolo affascinante e necessario, in una società che le è sempre più indifferente, salvo addirittura risultarle apertamente ostile.

Nel secondo atto Violetta è diventata una donna in carne ed ossa, materializzata vive la vita reale che tutti conoscono, sembra essersi abituata alla sua nuova condizione di umana normalità.

La quiete della protagonista viene però travolta dall’arrivo inatteso del padre di Alfredo, che mette fine all’idillio, disprezzando, con il suo ottuso pragmatismo, l’incontro dell’arte con la realtà e vi impone il proprio scettico rifiuto.

Alla festa da Flora, Violetta soffre, sentendosi ormai inadeguata sia alla statuaria condizione di partenza a cui si cerca di riportarla, sia alla mondanità normale dell’alta società; resta in disparte, ammirando sé stessa come un’opera d’arte, come vuoto simulacro della propria essenza, ingigantita in un’icona che tutti si contendono al gioco.

Si sdoppia e si specchia in sé stessa, senza più riconoscersi.

La malattia che la conduce alla morte è la corruzione della sua purezza.

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