“La Traviata” di Giuseppe Verdi

DATA

Domenica 26 Settembre 2021 16.00

Categoria

Opera e Operetta

DATA

Domenica 26 Settembre 2021 16.00

Categoria

Opera e Operetta

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Tel: +39 3488125218
Tel: 0331 679 000 (lun-ven 16:00-18:00)
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email: educarte@teatrosociale.it

“La Traviata” di Giuseppe Verdi

Direzione artistica e musicale: Marco Beretta

Regia: Alberto Oliva

Allestimento scenico: Carlo Guidetti

Costumi: Roberto Brancati

Sartoria: Sartoria Teatrale Bianchi – Milano

Maestro Collaboratore: Riccardo Munari

Responsabile trucco ed acconciature: Enrico Maria Ragaglia

Trucco ed acconciature: Sara Birelli, Ginevra Bruno, Elena Mennuni, Daniela Ortiz, Enrico Maria Ragaglia

Aiuto regia: Cristina Garavaglia, Nicola Soldani

Assistenti alla regia: Claudia Di Socio, Sara Patanè

Coro e Orchestra dell’Opera di Busseto con 15Orchestra Sinfonic

L’opera, nata ed allestita specificatamente per l’evento del Teatro Sociale, sarà eseguita dal Coro e Orchestra dell’Opera di Busseto con 15Orchestra Sinfonica, vanterà la collaborazione dell’Associazione ADADS – Accademia Dell’Arte Dello Spettacolo, e debutterà per la prima volta assoluta in occasione delle celebrazioni per il 130simo del Teatro Sociale Cajelli.

La scena si apre con l’immagine di Violetta Valery collocata su un piedistallo, come una statua, un’opera d’arte immacolata oniricamente simile alla dea Ebe scolpita dal Canova, a cui la stessa protagonista si paragona.

«Violetta Valery, una vita per l’arte, diventa arte attraverso la sua vita.»

La malattia di Violetta, che nella tradizione viene considerata tisi, ma che più probabilmente dovrebbe essere sifilide, viste le frequentazioni della donna e il fastidio che pare avesse Verdi verso i colpi di tosse delle interpreti (che non sono scritti nella partitura), diventa nell’opera una metafora del decadimento di una creatura eterea, non umana, nel momento dell’incontro con la realtà in tutta la sua brutalità.

La regia punta a scolpire e delineare una Violetta lontanissima dal tempo della storia, in cui vivono gli altri personaggi, immacolata e distante, cristallizzata in una sé stessa che diviene opera d’arte, mentre tutti la fotografano e cercano di avvicinarla con ammirazione e curiosità.

Violetta diventa paradigma dell’arte nel nostro mondo contemporaneo, costretta a ribadire il proprio ruolo affascinante e necessario, in una società che le è sempre più indifferente, salvo addirittura risultarle apertamente ostile.

Nel secondo atto Violetta è diventata una donna in carne ed ossa, materializzata vive la vita reale che tutti conoscono, sembra essersi abituata alla sua nuova condizione di umana normalità.

La quiete della protagonista viene però travolta dall’arrivo inatteso del padre di Alfredo, che mette fine all’idillio, disprezzando, con il suo ottuso pragmatismo, l’incontro dell’arte con la realtà e vi impone il proprio scettico rifiuto.

Alla festa da Flora, Violetta soffre, sentendosi ormai inadeguata sia alla statuaria condizione di partenza a cui si cerca di riportarla, sia alla mondanità normale dell’alta società; resta in disparte, ammirando sé stessa come un’opera d’arte, come vuoto simulacro della propria essenza, ingigantita in un’icona che tutti si contendono al gioco.

Si sdoppia e si specchia in sé stessa, senza più riconoscersi.

La malattia che la conduce alla morte è la corruzione della sua purezza.

La Traviata proposta nell’allestimento di Alberto Oliva dipinge una Violetta ossessionata dagli uomini, traumatizzata dalla mancanza dei genitori, che l’hanno venduta e costretta a crescere molto prima del tempo. Incontriamo Violetta all’apice della sua scalata sociale, intrisa di ipocrisia e perbenismo, e la seguiamo mentre precipita in un vortice di passione, malattia e abbandono, dominata da incubi, visioni, sogni e allucinazioni che la mandano in confusione, fino ad abbandonare le forze e la voglia di ribellarsi.

Dirompente e trasgressiva quando venne eseguita per la prima volta a metà dell’Ottocento, la Traviata deve sempre scuotere gli animi e indurre delle domande profonde, oltre a travolgere con la magia e la meraviglia delle sue splendide musiche.